Il punto di ottimalità
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Giorgio Romano, Direttore dei sistemi informativi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, ha proposto un interessante e complesso indicatore: il punto di ottimalità. In realtà si tratta più che di un indicatore, di una funzione complessa che, attraverso una apposita metodologia di calcolo, combina costi di produzione (input) e output per arrivare ad un indicatore ultrasintetico finalizzato al “governo economico” dell’azienda sanitaria.
Interessante la logica sottostante poiché fa i conti con il problema dei problemi della sanità, in Italia come in tutti i sistemi avanzati di welfare messi in crisi dal cambiamento demografico e sociale. Il problema dei problemi è naturalmente come trovare un punto di equilibrio tra costi e prestazioni, ovvero tra costi e garanzia del diritto alla cura e soddisfacimento dei bisogni di salute, punto di equilibrio che va trovato sia a livello macro per garantire la tenuta e la sostenibilità del sistema, sia a livello micro o gestionale relativo alla singola struttura.
L’indicatore proposto trova applicazione a livello micro, naturalmente e nasce dall’esigenza di trovare delle modalità di contenimento dei costi meno “grossolane” del nomenclatore tariffario, che forse soddisfa delle esigenze contabili ma che non ha senso se privo di una qualsivoglia correlazione con la mission dell’azienda: soddisfare i bisogni di salute.
L’Azienda Sanitaria Provincia di Catanzaro ha trovato dunque nella funzione di ottimalità la strada per correlare tra di loro costi/risorse/prestazioni/produttività e trovare così un indicatore di riferimento per l’allocazione delle risorse e la messa in atto di correttivi per ridurre i costi di produzione laddove si dovessero verificare degli scostamenti rispetto ai valori attesi o standard.
Il progetto è stato presentato anche nell’ambito delle iniziative premiali del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e per chi vuole approfondire c’è una scheda dettagliata a questo indirizzo: Premio Lavoriamo Insieme
Il tema da rilanciare è: come vengono misurati a valutati questi aspetti nelle altre aziende sanitarie? Ci sono metodiche diverse o indicatori ulteriori di cui tenere conto nella difficile ricerca dell’equilibrio tra i costi e i conti e i bisogni di salute?
