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LensVittorio Severi, DG del Comune Cesena

Misurare in una prospettiva organizzativa ampia. Valutare per ricostruire il senso dell’agire amministrativo. Nell’esperienza e nell’approccio di Vittorio Severi, Direttore Generale del Comune di Cesena, il tema della misurazione è centrale nelle policy di governo del Comune.

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Esperienze

LensMisurazione come cultura organizzativa. Il Policlinico di Modena

Il Policlinico di Modena ha iniziato ad interrogarsi sulla misurazione come leva organizzativa oltre 15 anni fa. Oggi il sistema é ancora in evoluzione, in direzione di un ampliamento delle dimensioni misurate, ma anche di un maggior coinvolgimento delle strutture e degli operatori nel processo di misurazione e di valutazione dei risultati.

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Argomenti

Lens V@lutare le politiche sociali

V@luta è un modello di valutazione multistakeholder e multicriterio messo a punto dalla Provincia Autonoma di Trento per la valutazione di progetti e interventi di policy nel settore del welfare. V@luta coniuga la capacità informativa di metodiche qualitative, con la necessità di standardizzazione delle informazioni e dei dati

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Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

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Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Redazione il November 02. 2009

Vi invito a leggere la sintesi dei lavori (in allegato) del 1° Workshop del Club Misura Pa “La PA e la cultura della misurazione: temi, problemi, proposte”  che si è tenuto a Roma martedì 27 ottobre. Nel corso dell’evento sono infatti emersi spunti interessanti per il lavoro del Club e sono state formulate nuove proposte di lavoro.

 

Attendiamo naturalmente vostri riscontri a riguardo!

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Re: Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Renzo Remotti il November 03. 2009

Ho ricevuto il resoconto del I Workshop del Club e proporrei questa prima riflessione. Considero molto interessante e importante da approfondire il tema: misurare l'impatto dell'azione amministrativa e delle politiche pubbliche rispetto allo sviluppo delle economie territoriali.

Ciò per due ragioni fondamentali. Primo perchè sviluppare una metodologia di misurazione e di valutazione dell'impatto della pubblica amministrazione significa offrire un potente strumento analitico per valutare gli effetti positivi a favore della collettività di un dato servizio pubblico. La burocrazia in tal senso da sistema che "imprigiona" energie (umane, economiche etc.) all'interno di meccanismi autoreferenziali, a motore di sviluppo territoriale. A questo proposito allego un diagramma a flusso che ho sviluppato per descrivere un modello di management pubblico per l'archivio di Stato di Asti, denominato Cultura, Territorio, Cittadinanza. In sintesi il modello serve per chiarire come un servizio culturale (offerta culturale) destinato al territorio possa sviluppare dei cambiamenti che si trasformino in ulteriore domanda da parte dei cittadini. Non solo ma tale domanda sottende a uno sviluppo economico territoriale ben preciso. Esempio con l'aumentare degli eventi culturali si crea un indotto, fatto di sponsor, attraverso cui attività economiche promuovono aziende di vario genere; attività di ristorazione e accoglenza visitatori, promozione di altri servizi pubblici e non (biblioteche, librerie etc. ). Non solo ma si possono trovare modi per sostenere finanziarmente attività inerenti la qualità di vita (aree verdi, piste ciclabili etc.) Si tratta di attività che possono essere misurate con un opportuno set di indicatori. Per altro questo tipo di strategia è una performance che va ben oltre ai meri obiettivi, da cui può certo scaturire, ma che nel medio e lungo periodo assume un circolo virtuoso indipendente.  Naturalmente analoghe considerazioni si possono sviluppare per qualsiasi servizio pubblico di produzione. Il primo snodo teorico da risolvere è: come definire l'impatto e come stabilire rapporti causa/effetto tra azione amministrativa e sviluppo territoriale.

Il secondo motivo di interesse è che questa metodologia, mutatis mutandis, potrà essere applicata alle agenzie di regolamentazione. Infatti l'outcome di questi servizi è l'impatto delle regole prodotte sullo sviluppo (o involuzione) di altri servizi pubblici. Esempio. La ragioneria dello Stato introduce un controllo sui pagamenti, tale che i tempi di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese raddoppia. Si tratta di un impattio negativo necessario (il controllo è importante per migliorare la spesa pubblica) o si possono ottenere gli stessi effetti con altre procedure? E' possibile trovare un modello per sviluppare previsioni attendibili?

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Re: Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Renzo Remotti il November 03. 2009

Mi permetto di proporre ancora una piccola aggiunta. L'analisi degli impatti dei servizi pubblici sulle economie territoriali rende ancor più necessario un approccio innovativo, con particolare riguardo all'introduzione del concetto di sostenibilità secondo il rapporto di Brundtland (1987). Infatti è chiaro che esistono impatti positivi (Ip) e impatti negativi (In) non solo del sistema economico ma anche dei servizi pubblici, nel senso che sul piano degli indicatori che vanno da 0 a 1 (più facilmente comprensibili anche ai non addetti ai lavori) negli Ip la best practice corrisponde al valore 1 (100 %), negli In a 0 (0 %). Perciò in allegato inserisco un indice che misura il "peso" dei due tipi di impatto, dando un valore all'efficienza adattiva, come l'ho denominata, ovvero al grado di adattabilità di una data organizzazione (servizio pubblico) all'ambiente in senso lato in seno a cui agisce.  Il vantaggio dell'indice proposto è che può sintetizzare in un unico valore da 0 a 1 un numero indefinito di indicatori. Perciò si tratta poi di certificare gli indicatori utili all'analisi dei servizi pubblici. Per una questione metodologica propongo di inserire negli In, tutti gli eventuali impatti negativi sui sistemi ambientali. Perciò indicatori quali quelli relativi alla mobilità sostenibile (emissioni inquinanti in ambienti outdoor o indoor, eccessiva concentrazione del traffico veicolare, inquinamento acustico, sprechi energetici etc.), ma anche ciò che si potrebbe definire "inquinamento sociale", per esempio il grado di validità degli atti emessi da un ufficio esprimibile per esempio con l'indicatore (atti annullati / totale atti emessi).  In ultimo l'indice sintetico che propongo è una modifica di quello che avevo messo in linea precedentemente  con il file "indice.pdf", perchè errato. Mi scuso per l'inconveniente. 

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Re: Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Renzo Remotti il November 04. 2009

A proposito dell'altro punto di ricerca, ossia la valutazione del personale, credo che si tratti di una funzione di estrema delicatezza, perchè se l'obiettivo è migliorare le performance del servizio, incentivando i lavoratori che lavorano di più, è necessario stabilire criteri ben chiari ed equi. Premesso che non condivido le tre fasce, individuate dal nuovo decreto, perchè prefissando quote percentuali fisse di merito/demerito si costringerà la Commissione di valutazione centrale a "far quadrare i conti", piuttosto che offrire un giudizio fondato su dati reali, sottopongo ai membri del Club questi principi generali a cui dovrebbero richiamarsi tutti gli indicatori:

1) devono essere proporzionali all'attività svolta dal singolo dipendente. Chi ottiene risultati pari al 100 %, guadagnerà il 100 % del salario variabile, chi il 90 %, il 90% fino allo 0 %.

2) Il residuo derivato dalla mancata distribuzione del salario variabile sarà distribuito sempre in modo proporzionale agli altri dipendenti. In tal caso infatti è chiaro che il mancato apporto, totale o parziale, di un dipendente grava sugli altri-,

3) L'indicatore deve essere molto semplice, perchè lo scopo della valutazione non è sanzionare, ma migliorare le performance del servizio. Di conseguenza ogni dipendente dovrebbe essere in grado di autovalutarsi in ogni momento e avere la possibilità di correggersi fino alla fine del ciclo di valutazione.

4) L'indicatore deve valutare attività direttamente controllabili dal valutato. In pratica la valutazione deve riguardare la persona, non l'organizzazione e condizionamenti, che esulano dalla volontà del valutato.

5) L'indicatore va spiegato e magari corretto all'inizio del ciclo. Sempre per i motivi detti.

Che ne pensate?  

  

Re: Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Renzo Remotti il November 14. 2009

Vorrei offrire un ulteriore approfondimento intorno alle tre fasce. Immaginiamo che il 25, 50, 25 % descrivano la situazione reale attuale. Di conseguenza in questo momento il 25 % della popolazione dei dipendenti pubblici ha un merito basso, il 50 % un merito medio, il restante 25 % un merito basso. Tale situazione è descritta dalla curva di Gauss, curva che in questo momento presenta simmetria perfetta. Se viene introdotto un incentivo e se, come dovrebbe, tale intervento è efficace, bisognerebbe osservare una traslazione positiva (verso destra) della curva di Gauss, che, dopo tale politica gestionale, presenterà asimmetria positiva. In tal caso poniamo il 70 % del personale, gradendo l'incentivo, diventa più produttiva. Se, tuttavia, la Commissione certificherà oltre ogni evidenza che dopo l'incentivo la distribuzione della popolazione di produttivi/improduttivi non è cambiata, in un certo senso ha certificato l'enefficacia dell'intervento incentivante.  

Re: Sintesi dei lavori del 1° Workshop del Club Misura PA

lasciato da Simone Chiarelli il November 19. 2009

Grazie dell'interessante documento!

 

Previously Redazione wrote:

Vi invito a leggere la sintesi dei lavori (in allegato) del 1° Workshop del Club Misura Pa “La PA e la cultura della misurazione: temi, problemi, proposte”  che si è tenuto a Roma martedì 27 ottobre. Nel corso dell’evento sono infatti emersi spunti interessanti per il lavoro del Club e sono state formulate nuove proposte di lavoro.

 

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