Misurare il Welfare State
Qual è il fine dello Stato se non assicurare il benessere delle collettività amministrate? Il Welfare State è una conquista delle democrazie moderne, ma il livello di welfare di cui godono i cittadini è effettivamente adeguato? Per valutarlo occorre misurare un insieme di aspetti che riguardano le condizioni di vita dei cittadini nei diversi ambiti, dalla scuola, alla sanità, alla sicurezza, al sistema di protezione sociale.
Marco Zanotelli, Direttore del Centro Studi dell’INPS e docente presso l’Università di Milano, intervenendo al convegno di presentazione del progetto MisuraPA, ha offerto una interessante relazione sulla costruzione di un sistema di indicatori per il welfare. Ma non ha mancato di evidenziare gli aspetti problematici, relativi soprattutto all’esigenza di una base informativa omogenea.
Per costruire indicatori utili (ed effettivamente comparabili) occorre disporre di una dati omogenei nelle classificazioni così come nelle metodologie di calcolo, in particolare quando i dati sono prodotti dalle amministrazioni, come dato amministrativo prima che statistico.
Da questo punto di vista il nostro paese può fare affidamento su alcune grandi banche dati centrali, in particolare quelle degli enti previdenziali, con dati omogenei che coprono, dal punto di vista informativo, amplissimi settori del welfare. Rispetto agli altri, e significativamente per le tutele e i servizi garantiti da amministrazioni territoriali, emergono delle forti criticità rispetto ai dati, sia per la difformità degli schemi classificatori che per una insufficiente qualità dell’informazione (continuità e affidabilità).
La relazione di Marco Zanotelli illustra quindi il sistema di indicatori che si possono costruire a partire dalle basi di dati previdenziali.
